Etnografia degli oggetti ricordo

I viag-giatori più accorti da secoli ricercano testimo-nianze d’arte e di cultura che contengano magicamente il genius loci del paese visitato. L’artigianato turistico, di norma, esprime un’identità culturale locale. Vengono acquistati e portati a casa oggetti che hanno un valore simbolico, piccoli trofei che racchiudono un passato più o meno tradizionale. In ogni caso, sono oggetti carichi di suggestione. 
Il Trentino è una terra di cerniera tra due culture molto differenti, quella mitteleuropea e quella mediterranea. Terra dei limoni per chi proviene da Nord, terra dei camosci per i viaggiatori provenienti da Sud. Perciò il nostro territorio offre oggetti ricordo che idealmente richiamano questi due ambienti. Rispetto al genere mediterraneo e lacustre (con le sue conchiglie e le sue vele gardesane) è la montuosità del Trentino a prevalere, nell’immaginario turistico. Di conseguenza, l’oggettistica più diffusa nei negozi di “ricordini” consiste di icone dell’Alpe: miniature di animali selvatici, piccozzette, taglieri della polenta, portachiavi a forma di abete e via dicendo. L’oggetto ri-cordo è simbolo di un altrove che, nel nostro caso, si carica di valori di purezza ambientale e di genuinità. 
A questa lettura sembrano sfuggire gli oggettti kitsch dozzinali, di fabbricazione indu-striale, spesso confezionati in Oriente, di cui anche in Trentino c’è una discreta disponibilità. Di solito non li guar-diamo, non li consideriamo, ma ci sono. Hanno un loro mercato, migliaia di acquirenti, intenditori e collezionisti. Di tutti questi oggetti, siano veri o falsi, antichi o moderni, preziosi o paccottiglia, è possi-bile dare una interpretazione al contempo etnografica e autoironica. Perché nulla è senza significato. 
Nello stesso tempo, dato che i souvenir si riallacciano al complesso discorso dell’identità, è importante percorrere le vie dell’artigianato artistico locale e della riqualificazione di questi oggetti. E’ il caso di una piccola azienda “matriarcale” della Val di Non, che da nonna a figlia a nipote si tramanda la curiosa attività di “fabbrica dei ricordi”.


In questo capitolo troverete
Autentici trofei
Montagne in scatola
Le signore dei souvenir
L'utopia dell'abbondanza