Tumulti urbani e smarrimenti montani

Da Fontana di giovinezza (Jungborn, 1922) di Eugen Guido Lammer, CDA & Vivalda editori, Torino 1998. Traduzione di Raffaello Prati. Voce di Giovanni Battaglia.

La frase    audio
“Tutto l’alpinismo non ha un’enorme contraddizione in se stesso? Ciò che noi apprezziamo e cerchiamo sui monti è la natura intatta, gli elementi scatenati, la solitudine dove aleggia il mistero. Ed ora rimorchiamo lassù milioni di persone, costruiamo rifugi chiassosi, passeggiate sulle cime con abominevoli funicolari e stillicidi d’olio. Ci rendiamo colpevoli di ferrovie di montagna, e coscientemente calpestiamo tutto quello che noi, altra volta, abbiamo bramato e trovato lassù, pieni di gratitudine. Davanti a tali contraddizioni, la nostra anima moderna si trova senza rimedio”.

Eugen Guido Lammer, nato nel 1863 a Rosenburg, in Austria, si affermò nell’ultimo ventennio dell’Ottocento tra i fautori dell’alpinismo senza guide. Sopravvisse ai colleghi Zsigmondy, Winkler e Purtscheller, tutti morti in montagna in giovane età, e si distinse per l’estremismo della sua concezione e l’arditezza delle sue scalate su ghiaccio e misto, affrontate in prima ascensione e spesso da solo. Agì di preferenza sulle domestiche Alpi di Ziller e di Stubai, ma spinse la sua esplorazione ai quattromila dell’Oberland Bernese e del Vallese. Dopo aver insegnato lettere nella scuola media fino al termine della prima guerra mondiale, al crollo dell’impero austroungarico si ritirò in pensione con la moglie nel Wienerwald presso Vienna. Nel 1922 pubblicò Jungborn (“Fontana di giovinezza”), che fu accolto da immediato successo. Morì il 2 febbraio 1945 a Vienna, per gli stenti degli ultimi, durissimi mesi di guerra.

fontana di giovinezza