Maja
Tirana in Adami è nata a Durazzo, in Albania, nel 1946 da madre italiana. Ingegnere chimico laureata a Tirana, è in Italia da dieci anni. Ha fatto la commessa e l'insegnante precaria. Vive a Torbole con il marito, laureato in fisica, guardiano notturno in un albergo. Ha un figlio poliziotto.
Come si trova in Trentino?
All'inizio fu traumatico, ora sto bene.
L'aspetto migliore del Trentino?
La semplicità della gente.
Quali difficoltà ha incontrato qui?
Sistemare i miei genitori in una casa decente. Ho fatto molti sacrifici. Trovo brutto liberarsi dei parenti anziani mandandoli nelle case di riposo. Una volta non si faceva così, né da noi né da voi.
Che impressione ha della gente trentina?
La gente qui è pratica, senza vanità. Non si notano differenze di classe, non c'è ostentazione del lusso.
Una proposta
Ai politici: smetterla di litigare e di dividere la gente, che ormai siamo in Europa. Alla società civile: dare più assistenza agli stranieri che cercano alloggio, e che, tra l'altro, vengono qui a fare i lavori più duri.
La frase
Si dice che i trentini hanno un carattere chiuso, siamo sempre nell'ambito dell'accettazione dello straniero. Io penso che loro hanno dovuto lottare, essendo montanari, lottare per la sopravvivenza. Perché dalla montagna non è facile tirare fuori i mezzi per vivere. La gente del sud dell'Italia è molto ospitale: ha fatto meno fatica a sopravvivere, essendo vicino al mare. Da noi c'è un detto che dice: "Vicino al re oppure vicino al mare", ti scegli da vivere. Perché sia vicino al re, sia vicino al mare è più facile trovare da mangiare.