Extracomunitari, una brutta parola

Extracomunitario, brutta parola. Sembra educata, sembra persino politicamente corretta, un po’ come l’eufemismo "non vedenti" per i ciechi. Nella pratica, però, è discriminante perché significa che non appartiene alla nostra comunità, "non è dei nostri". Se è vero che il progresso di una società civile sta, o dovrebbe stare, anche nella riforma del linguaggio quotidiano, prima o poi bisognerà ripulirlo dalle incrostazioni e dai pregiudizi. Ma che cos’è un pregiudizio? Per esempio sospettare che tutti gli allogeni siano delinquenti (come se noi trentini fossimo tutti angeli).
Vignetta di Umberto Rigotti, Studio d’Arte Andromeda, Trento.
Spiega Massimo Giordani, direttore dell’Atas, l’Associazione trentina accoglienza stranieri: "Questo non ha senso. È come quando uno si mette a imprecare contro tutte le donne al volante perché viene tamponato da una automobilista". Certo, fa più effetto sull’opinione pubblica una rissa tra immigrati piuttosto che cento storie di ordinaria integrazione.
La sociologa Viviana Tarter si è laureata a Trento con una tesi sull’immigrato che "fa notizia". Cioè sui pregiudizi e sugli stereotipi della stampa locale (quotidiani e telegiornale regionali) a proposito delle persone immigrate. Ciò che leggiamo o sentiamo dire, spiega, influenza il nostro modo di pensare. I mass media sono considerati una fonte autorevole - spesso l’unica - da molte persone che non hanno accesso alle biblioteche o a Internet. Se l’immagine dell’immigrato viene delineata in maniera negativa, si formano e crescono i pregiudizi nei confronti dello straniero. Purtroppo, la maggioranza delle notizie sugli immigrati rientra nel settore della cronaca nera. Come mai? È una scelta editoriale, ovviamente, una scelta rischiosa soprattutto quando passa attraverso la titolazione. Un conto è scrivere che un uomo ha compiuto una rapina. Altro è dargli immediatamente una connotazione etnica: un albanese (un marocchino, un calabrese, uno svizzero... Si è mai visto, qui, un titolo che suoni "Un trentino svaligia la cassa rurale"?). Negli Stati Uniti, e in tutta Europa, i giornali che fomentano indirettamente la diffidenza nei confronti degli allogeni vanno incontro a problemi.



Bibliografia:

Baroncelli Flavio, Il razzismo è una gaffe, Donzelli, Roma, 1996.
Bettini Maurizio (a cura di), Lo straniero ovvero l’identità culturale a confronto, Laterza, Bari, 1992.
Geertz Cliffod, Gli usi della diversità, in L’antropologia culturale oggi, a cura di R. Borofsky, Meltemi, Roma 2000.
Mazzara Bruno M., Stereotipi e pregiudizi, Il Mulino, Bologna 1997.
Sartori Giovanni, Pluralismo, Multiculturalismo e estranei, Rizzoli, Milano 2000.
Taguieff Pierre-André, Il razzismo. Pregiudizi, teorie, comportamenti, Raffaello Cortina editore, Milano, 1997.


Per saperne di più
Viviana Tarter, L’immagine dell’immigrato nei mezzi d’informazione del Trentino (sunto di tesi di laurea), Università degli studi di Trento, Facoltà di Sociologia, 2001.