Immigrazione e umorismo: un indovinello

Un po' di umorismo non guasta. A proposito della società multiculturale, va osservato che le cosiddette "barzellette etniche", di solito politicamente scorrette, le raccontano già i bambini alle scuole elementari. Sicché forse è il caso di controbilanciare certi stereotipi, sullo stesso piano, cioè sorridendo e sdrammatizzando. Del resto, è riconosciuto il positivo ruolo dell'umorismo anche nella risoluzione di controversie a carattere transnazionale, transculturale e religioso. Non per nulla il tema dell'edizione 2001 del concorso letterario per immigrati organizzato dall'Associazione di Rimini Eks&Tra, è stato "Eppur si ride: il senso dell'umorismo tra culture".
La barzelletta travestita da indovinello, che segue, è dedicata al piccolo Osama, un bimbo nato da genitori marocchini il 10 ottobre 2001 a Cles, in Trentino.
Dal pediatra in sala d'attesa
Tre mamme immigrate, una marocchina, un'albanese e un'argentina si trovano in una sala d'attesa insieme con tre mamme trentine. E' una sera d'inverno. Tutte hanno portato i loro bambini dal pediatra. Improvvisamente salta la luce. Per rompere il silenzio imbarazzato che si crea in questi casi, una di loro dice nella sua lingua:
"Quangala?"
Una delle donne risponde: "Laganan"
Un'altra giovane madre aggiunge:
"Elganan ancalù".

Chi ha parlato, in quella sala buia?