Con gli occhi degli altri

Possiamo interrogarci finché vogliamo sulla nostra identità, sarà utile e necessario, ma se non ci confrontiamo con gli altri non arriveremo mai a una risposta soddisfacente. Rovesciare la prospettiva, provare a guardarci attraverso gli occhi degli altri - diversi da noi e tra loro - è un buon esercizio di relativismo. E' grazie agli stranieri che si scoprono le caratteristiche della propria cultura. Nelle interviste che seguono non sta la Verità con la V maiuscola, né tantomeno la completezza. Si tratta, però, di dieci testimonianze "vere": lusinghiere, a volte taglienti, sorprendenti, in tutti i casi sincere. Sono presentate qui nel loro valore documentale, senza alcun commento. A ognuna delle dieci persone intervistate è stato chiesto come si trova in Trentino, di indicare l'aspetto migliore, di raccontare le proprie difficoltà, di esprimere un'opinione sulla gente trentina e di lanciare una proposta. La frase più significativa dell'intervista si può ascoltare dalla viva voce di ciascuno di questi testimoni, cliccando sulla relativa icona. E' anche possibile leggerne il testo.


"Vi faccio paura?" audio
Lan Ly Do, vietnamita

"La chiusura dei trentini? Bisogna capirla" audio
Giovanni Morini, emiliano

"Benessere e arretratezza" audio
Alma Jasarspahic, bosniaca

"Chiusi? No. Ma il dialetto..." audio
Gabriel Mokoi, ivoriano

"Dovete preservare la vostra identità" audio
Guadalupe Firmo Chezzi, brasiliana

"Non siamo soltanto braccia" audio
Gheorghe Nita, rumeno

"Avete tirato la cinghia anche voi" audio
Maja Tirana, albanese

"Vorrei che ci incontrassimo" audio
Olimpio Cari, zingaro

"Apritevi e imparate l'accoglienza" audio
Shawn Fracchia, australiano

"Mi adatto, ma non mi trasformo" audio
Fatima El Barji, marocchina



Per saperne di più
Giacomo Coccolini, Introduzione all'ospitalità.