Promozione delle biblioteche e della lettura

Gruppi di lettura del Trentino. Percorsi di lettura 2008/2009.


Come base del lavoro non ci sarà, come in precedenza, un percorso tematico, bensì la figura di un autore, che sarà invitato a partecipare all'ultimo incontro e a sviluppare, così, un dialogo diretto con i lettori. Percorso a cura di Alessandro Tamburini.

1. Marco Lodoli

Nato a Roma, dove vive e lavora come insegnante, oltre che come collaboratore di diverse testate, Marco Lodoli ha esordito nel 1986 con Diario di un millennio che fugge, un romanzo che ha per protagonista un giovane che dal punto di osservazione di una piccola isola dell'Atlantico, con accanto una bellissima donna sordomuta, riflette sui rapporti e i sentimenti della propria spaesata esistenza. In seguito, dopo Snack bar Budapest, un'esperienza di scrittura a quattro mani con Silvia Brè, Lodoli pubblica la raccolta di racconti Grande raccordo, punto già stabile di una poetica che si dispiegherà a pieno in varie opere successive, da I fannulloni, romanzo breve e riuscitissimo, più tardi raccolto nella trilogia I principianti, a La notte. Fra realtà, iperrealismo e trasfigurazione fantastica, al centro delle storie di Lodoli c'è un'epica metropolitana i cui personaggi sono degli emarginati, dei sognatori sconfitti, degli sbandati colti sul margine estremo di irredimibili sconfitte e solitudini. Lo sfondo è quello della metropoli romana, abbracciata dal raccordo anulare che sembra fungere da cordone di contenimento di un immenso sfascio di storie e destini. E tutto questo è narrato con una forte partecipazione emotiva alla sorte dei personaggi, che è uno dei caratteri più forti dell'autore romano.
Da considerare, tra gli altri, un volume uscito nel 2003, dal titolo I professori e altri professori, una raccolta di nove racconti incentrati sul mondo della scuola, ma più in generale sul rapporto condotto in vari ambiti fra allievi e maestri, sulle sorprese, i pericoli, le trappole e le magie dell'insegnamento.
Da segnalare, infine, che un nuovo libro viene dato alle stampe da Lodoli proprio in questi giorni.

   I tre libri scelti per il percorso sono :

   Diario di un millennio che fugge
   I fannulloni
   I professori e altri professori

Calendario degli incontri
Biblioteca civica di Arco: 22 ottobre, 25 novembre 2008, 8 gennaio, 10 febbraio, 17 marzo 2009
Biblioteca comunale di Borgo Valsugana: 16 dicembre 2008, 3 febbraio 2009
Biblioteche comunali di Cavalese e Tesero: 18 novembre, 16 dicembre 2008, 16 gennaio, 13 febbraio, 31 marzo 2009
Biblioteca intercomunale di Cavedine: 2 dicembre 2008, 14 gennaio, 18 febbraio, 25 marzo 2009
Biblioteca comunale di Predazzo: 14 novembre, 15 dicembre 2008, 19 febbraio 2009
Biblioteca comunale di Tione : 27 novembre 2008, 8 gennaio, 12 febbraio, 12 marzo 2009

2. Claudio Piersanti

Claudio Piersanti, abruzzese di nascita, vive da anni a Roma, dove all'attività di scrittore affianca quella di sceneggiatore per il cinema e le televisione.
Dopo l'esordio con Casa di nessuno, del 1981, considerato insieme ad Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli uno dei più interessanti nella fase di avvio della nuova narrativa italiana, pubblica nel 1989 quella che viene da molti considerata la migliore raccolta di racconti degli anni Ottanta, L'amore degli adulti, in cui con una scrittura di raro nitore, mossa da un distacco solo apparente, compie una ricognizione intorno al tema della labilità e dell'impermanenza dei sentimenti. Pur sviluppando una sua originale cifra di scrittura, fra gli autori della sua generazione Piersanti si rivela quello maggiormente capace di stabilire un rapporto diretto e proficuo con una certa tradizione novecentesca, quella che ha come punti di riferimento scrittori come Silvio D'Arzo, Antonio Delfini e soprattutto Romano Bilenchi.
Nel 1997 pubblica il romanzo Luisa e il silenzio, che gli procura importanti riconoscimenti. La vicenda ha per protagonista una donna di sessant'anni che vive in una condizione di solitudine, popolata di pensieri semplici e profondi, di ricordi. La dignità, una profonda serenità e un grande coraggio sono i valori ai quali si affida e dei quali si arma di fronte all'insorgere di un'inesorabile malattia, che sceglierà di affrontare da sola.
La terza lettura potrà essere scelta fra gli ultimi due romanzi pubblicati da Piersanti, L'appeso, del 2000, con un protagonista rinchiuso in una singolare "casa di matti", tra anziane spie, giovani sbandati, misteriosi intrighi e un'intensa storia d'amore; e Il ritorno a casa di Enrico Metz, del 2006, che racconta appunto del ritorno nella città natale di un avvocato che ha alle spalle una brillante carriera ma anche dei traumatici eventi.

   I tre libri scelti per il percorso sono:

   L'amore degli adulti
   Luisa e il silenzio
   Uno a scelta fra L'appeso e Il ritorno a casa di Enrico Metz

3. Erminia Dell'Oro

Erminia Dell'Oro è nata da genitori italiani all'Asmara, in Eritrea, dove è rimasta per molti anni prima di trasferirsi a Milano, restando però sempre legata alla sua terra d'origine, che infatti appare di continuo anche nella sua produzione letteraria.
Il suo esordio è del 1988 con Asmara addio, romanzo autobiografico nel quale ricostruisce la saga della propria famiglia insieme ai capitoli più salienti della storia eritrea.
Con L'abbandono (Einaudi, 1991), torna sulla stessa materia con un romanzo di grande intensità. Ne è protagonista Sellas, una giovane donna eritrea, che si ritrova sola con due figli dopo l'abbandono subito da parte di un italiano, giunto nel Corno d'Africa in cerca di fortuna ai tempi dell'Impero. Sellas si trova a vivere un doppio sradicamento: il rifiuto da parte degli italiani, che non vogliono famiglie miste e quello degli eritrei del suo villaggio, che la considerano ormai un'estranea.
L'autrice torna a visitare la propria terra d'origine con altri lavori successivi, come Il fiore di Merara e il recente Dall'altra parte del mare, ma tocca anche altre tematiche ricche di implicazioni storiche, come con Buona fortuna ragazzi (Bruno Mondadori editore) che chiama in causa la tragica vicenda vissuta dagli italiani nell'isola di Cefalonia, durante il Secondo conflitto mondiale.
Con Mamme al vento (Baldini e Castoldi, 1996) si sposta invece su una tematica più intima che vede Francesca, emblematico personaggio femminile, alle prese con una serie di tormentati rapporti con i genitori e soprattutto con la madre, ma anche con un'amica, con la nonna e con un paio di fidanzati, ben presto lasciati con viva insoddisfazione.

I tre libri scelti per il percorso sono:

   L'abbandono
   Buona fortuna ragazzi
   Mamme al vento

Calendario degli incontri
   Biblioteca comunale di Fiera di Primiero: 19 novembre 2008
   Biblioteca comunale di Baselga di Pinè: 27 novembre 2008, 18 dicembre 2008

Il racconto
Percorso di lettura a cura di Alessandro Genovese

Se un prosatore sa bene di che cosa sta scrivendo,
può omettere le cose che sa, e il lettore, se lo scrittore scrive
con abbastanza verità, può avere la sensazione di esse con la stessa forza
che se lo scrittore le avesse scritte.
Il movimento dignitoso di un iceberg è dovuto al fatto
che soltanto un ottavo della sua mole sporge dall'acqua.


Ernest Hemingway. Morte nel pomeriggio

Il percorso di lettura è dedicato al racconto: un genere narrativo che pur avendo goduto – e godendo ancora – di grande fortuna, specie nel mondo anglosassone, e pur potendo vantare tra i suoi esponenti di maggiore spicco scrittori del calibro di Anton Cechov, James Joyce, Edgar Allan Poe, Guy de Maupassant, Ernest Hemingway, Raymond Carver e, tra gli autori italiani, Italo Calvino, Beppe Fenoglio, Romano Bilenchi, è stato tuttavia troppo spesso – e inspiegabilmente – considerato “minore” rispetto al romanzo; mentre è, semplicemente, diverso.
Come spiega Luca Bufano nella sua efficace Introduzione a Tutti i racconti di Beppe Fenoglio, infatti, se «nel romanzo prevale l’analisi, nel racconto prevale la sintesi. Ma non si può dire che il racconto sia un romanzo in sintesi, né che un genere sia superiore all’altro. Paragonare le dieci o venti pagine di un racconto breve alle duecento o trecento pagine di un romanzo è una leggerezza. Calvino scrisse il suo primo romanzo in poco più di un mese, ma impiegò tre anni a comporre il suo primo libro di racconti […] Si potrebbe dire che la differenza fondamentale tra un genere e l’altro risieda nella direzione: quella del romanzo è orizzontale, quella del racconto, verticale; oppure, come i due modi della conoscenza secondo Galileo, che la prosa del romanzo è estensiva, mentre quella del racconto è intensiva […] Più che il numero delle pagine, ciò che differenzia il racconto breve dal racconto lungo, e dal romanzo, è il suo ritmo».
Il percorso proposto nasce dunque dalla volontà di esplorare “da dentro” questo straordinario genere letterario, alla ricerca di quel «momento culminante d’una vita, che lascia scoprire il passato e indovinare il futuro» che costituisce, secondo l’ottimo narratore breve Corrado Alvaro, la cifra più autentica del racconto.
Tale percorso si snoderà attraverso la lettura individuale e l’analisi collettiva di sei raccolte di racconti – in forma completa o parziale –, di ciascuna delle quali si propone di seguito una breve scheda:

Anton Cechov. Tutti i racconti (estratti), 2 v. Mondadori, 1996
Considerato unanimemente uno dei maestri indiscussi del racconto, Anton Cechov si dedicò esclusivamente a questa forma narrativa, dalla quale si discostò soltanto per esplorare, con esiti peraltro straordinari, quel territorio che va oltre la narrativa che è il teatro.
I racconti scelti – dieci in tutto – si propongono di dare un quadro il più esauriente possibile della produzione di racconti di Cechov, dagli anni della giovinezza fino alla piena maturità.
I dieci racconti proposti sono i seguenti:
   Le babe
   La corsia n. 6
   Racconto di un uomo in incognito
   Il monaco nero
   L'insegnante di letteratura
   Tre anni
   Frontebianca
   Sul carro
   L'uomo nell’astuccio
   La signora con il cagnolino

James Joyce. Gente di Dublino. Mondadori, 1958
Scritta da James Joyce durante il lungo soggiorno a Trieste, tra il 1904 e il 1913, e pubblicata nel 1914, questa raccolta di quindici novelle d’ambiente dublinese segnò il primo successo dello scrittore dopo anni di contrasti. Essa rappresenta il primo tentativo dello scrittore irlandese di ritrarre oggettivamente il mondo della città natale, abbandonata qualche anno prima, ed è forse l’unico libro di Joyce che, libero da preoccupazione sperimentali, risulti veramente «leggibile». I pregi e i difetti della piccola borghesia dublinese di inizio Novecento, l’attaccamento alla tradizione cattolica, il sentimento nazionalistico, il decoro, la grettezza, i pregiudizi, le meschinità di quella parte della popolazione che costituisce veramente la sostanza caratteristica di un Paese, vi sono osservati e descritti con mordente ironia, ma anche con un profondo senso poetico.

Sherwood Anderson. Racconti dell’Ohio. Einaudi, 1950
Gli abitanti di Winesburg, Ohio, come osservava Alberto Moravia, conducono tutti una doppia vita: una pubblica, noiosa, abitudinaria, rispettabile; una segreta e intima devastata da voglie furiose e da deliri inconfessabili. I ventiquattro capitoli che compongono Winesburg Ohio si possono chiamare novelle soltanto per comodità: in realtà sono composizioni tra il poetico e il narrativo, ciascuna centrata intorno a un singolo personaggio: quasi una serie di ritratti.
Anderson, con la sua galleria di personaggi dissociati e doppi, ha inteso certo dipingerci l’umanità come egli l’ha conosciuta; in realtà, poi, forse senza volerlo, ci ha descritto il momento delicato e doloroso della trasformazione degli Stati Uniti da Paese agricolo e patriarcale in nazione moderna e industriale. Basterebbero i tre capitolo in cui è descritta la grandezza e la decadenza della famiglia Bentley, oppure i due sulla crisi religiosa del reverendo Hartman, per apprendere sull’America e sullo spirito americano più che in tanti altri romanzi.

Flannery O’Connor. Tutti i racconti. v. II. Bompiani, 1993
Mistero, Grazia, Rivelazione: sono queste le tre parole attorno a cui ruota l’intero universo narrativo di Flannery O’Connor (1925-1964), giustamente ritenuta tra le voci più importanti del Novecento americano. Spesso paragonata a quella di Graham Greene e di William Faulkner, la sua prosa è caratterizzata da una singolare mescolanza di elementi realistici e simbolici, e da una sorprendente ricchezza di immagini.
Come osserva Marisa Caramella nella sua Introduzione ai due volumi pubblicati in Italia da Bompiani, nei tredici racconti scelti per il percorso di lettura – tutti compresi nel secondo volume – «la scrittrice americana cerca una forma di risoluzione più sofisticata a quel dualismo già presente nelle storie precedenti, e risolto da epiloghi di morte-redenzione dei personaggi chiave»; una forma capace di rendere al meglio, attraverso una prosa meticolosa, precisa e affilata come un bisturi, il tema prediletto della O’Connor: «l’insufficienza e la presunzione della spiegazione razionale di una realtà» dominata dal Male e dalla difficoltà a trovare una via di salvezza, nella ferma convinzione che «proprio lo scatenarsi delle passioni umane, più che non il tentativo di controllarle per mezzo della ragione, porti su questa via».

Beppe Fenoglio. Tutti i racconti (estratti). Einaudi, 2007
Noto ai più per romanzi quali Il partigiano Johnny o Una questione privata, Beppe Fenoglio fu anche un grande scrittore di racconti, come testimonia la raccolta uscita con il titolo I ventitrè giorni della città di Alba. La scelta qui proposta nasce in seguito alla pubblicazione, da parte di Einaudi, di tutti i racconti di Fenoglio, articolati secondo una scansione ideata dall’autore stesso e che egli purtroppo non ebbe la fortuna di vedere pubblicata in vita. Tale scansione prevede quattro sezioni: Racconti della guerra civile, Racconti del parentado e del paese, Racconti del dopoguerra, Racconti fantastici.
Il percorso di lettura propone dieci racconti estrapolati da queste quattro sezioni.

Racconti della guerra civile
   I ventitrè giorni della città di Alba
   Un altro muro
   Qualcosa ci hai perso
   L'erba brilla al sole

Racconti del parentado e del paese
   Un giorno di fuoco
   Ma il mio amore è Paco

Racconti del dopoguerra
   Ettore va al lavoro
   Nove lune
   La grande pioggia

Racconti fantastici
   Una crociera agli antipodi

Alice Munro. Il sogno di mia madre. Einaudi, 2004
Alice Munro è la più importante scrittrice canadese contemporanea, e da Flannery O’Connor a Henry James, da Cechov a Tolstoj, non c’è un autore di racconti al quale non sia stata paragonata. Ma la sua capacità di dipanare in un lampo l’irriducibile complessità della natura umana è incomparabile, come si scoprirà leggendo gli otto, magistrali racconti compresi in questa raccolta.
Otto storie di donne che, come ha scritto Antonia Byatt, «contengono elementi del probabile e insieme fratture e disastri. L’interesse di Munro è da sempre rivolto sia al tessuto della “normalità” sia al colpo di forbici che lo taglia di netto».

Calendario degli incontri
   Biblioteca comunale di Folgaria: 28 ottobre 2008, 20 gennaio 2009


Torna a Iniziative promosse >>
 

Informazioni a cura dell'Ufficio per il Sistema bibliotecario Trentino