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| Gruppi di lettura del Trentino. Percorsi di lettura 2011/2012 |
1. Amici/nemici
Quello dell’amicizia viene spesso indicato come il più nobile dei sentimenti, perché diversamente dai rapporti familiari nasce da una libera scelta, perché spesso si rivela più disinteressato e duraturo dell’amore. Un amico, si dice, è colui che ti permette di moltiplicare le gioie e di spartire il fardello degli inevitabili dolori della vita. Spesso, per fortuna, è così, ma molte altre volte l’amicizia rivela anche una natura più conflittuale e contraddittoria e vede scatenarsi dinamiche di gelosia, di competizione, di rivincita. Non è sempre con un misto di sincera gioia e di inconscia invidia che accogliamo la notizia del successo di un amico?
Il percorso si propone di mettere in luce questo complesso gioco di relazioni e anche il suo evolversi attraverso epoche diverse, con testi che spaziano dagli Anni 50 ai nostri giorni.
I libri scelti per il percorso sono:
Il percorso prende le mosse da Jules e Jim di Henri-Pierre Roché (1879-1959), autore parigino che ha ottenuto la maggior fama proprio con questo romanzo, anche in forza di una felice e fortunata trasposizione cinematografica per la regia di François Truffaut (che fra l’altro ha tratto un bel film anche da un’altra sua opera). Jules e Jim si incontrano a Parigi e diventano subito grandi amici. Sono entrambi scrittori, ma non è questo il terreno sul quale si misurano, bensì quello delle donne, e il loro modo di dimostrarsi amicizia consiste nel rinunciare alle più belle e interessanti l’uno a favore dell’altro. Finché ne arriva una dotata di una più forte personalità, che coinvolge i due in una relazione ambigua e conflittuale, destinata a un epilogo drammatico.
Narciso e Boccadoro, del notissimo scrittore tedesco Hermann Hesse (1877-1962), viene giustamente reputato un classico fra i libri che affrontano il tema dell’amicizia. Ambientato nella Germania rinascimentale, vede come protagonisti due novizi di un monastero, che più diversi l’uno dall’altro non potrebbero essere. Il primo è un asceta, tutto proteso verso una dimensione di riflessione e spiritualità, mentre l’altro è portato ad ascoltare e seguire ciò che gli dettano i propri sensi, nella direzione di un inquieto vagabondaggio in cerca delle più diverse esperienze di vita. Le loro storie si intrecceranno più volte, in un confronto che esprime simbolicamente l’eterno contrasto fra le due anime della natura umana.
Nel 1942 lo scrittore ungherese Sandor Marai (1900-1989) pubblica Le braci, un romanzo che sarà molto interessante confrontare con Jules e Jim. Anche qui infatti due amici, Henrik e Konrad, sono legati alla stessa donna e questo scatena una passione che sfocia in opposti sentimenti, dal desiderio al tradimento, alla tentazione dell’omicidio. Poi si separano, per ritrovarsi soltanto 41 anni dopo. Ma a quel punto scopriranno che il fuoco delle passioni si è spento, ne è rimasta solo la brace. Si accorgeranno di essere dei sopravvissuti, superstiti di un’epoca ormai scomparsa. Il tema dell’amicizia sfocia perciò in quello più generale della memoria, nel compianto di un mondo che le ceneri della Grande Guerra sembrano aver sepolto per sempre.
Ancora due amici sono al centro di Due di due, il romanzo con cui il suo autore, Andrea De Carlo (1952), si stacca dalla scrittura più sperimentale dei primi libri per approdare a un genere medio, che sarà contraddistinto da una lingua semplice e quotidiana, fino al limite della sciatteria. Ma in Due di due la scrittura di De Carlo tiene ancora bene e rappresenta con efficacia la parabola esistenziale di due amici che, dopo l’incontro sui banchi del liceo, continuano a restare legati. Si guardano sempre, da vicino o da lontano, si confrontano e si invidiano e non smettono di cercarsi. Come accade in Narciso e Boccadoro, anche qui troviamo due caratteri opposti, uno riflessivo e l’altro istintivo, che detteranno i loro diversi destini.
E per finire, L’informazione di Martin Amis (1949), che vede di nuovo protagonisti due amici scrittori. Richard Tull e Gwyn Barry hanno quarant'anni e, dopo gli studi a Oxford, sono diventati entrambi scrittori. Ma mentre Gwyn è riuscito a raggiungere il successo, Richard è un fallito. Eppure era partito meglio dell'amico, aveva pubblicato un libro apprezzato dai critici ed era considerato una promessa… Ecco allora scattare la molla di un’invidia feroce che finisce per sconfinare nell’odio e nella sete di vendetta. Ma la vera colpa di Richard, sembra volerci dire l’autore, è quella di essere troppo sensibile e, per questo, incapace di resistere al peso dell'informazione, di quella massa di notizie che rende tutti spettatori irrequieti e invidiosi dei successi e dei fallimenti altrui.
Calendario degli incontri:
- Biblioteca di Condino: 25 gennaio 2012
- Biblioteca di Fondo: 8 febbraio, 5 marzo, 27 marzo 2012
- Biblioteca di Lavis: 29 novembre 2011, 10 gennaio 2012
- Biblioteca di Predazzo: 16 gennaio, 20 febbraio 2012
2. Incroci pericolosi
I cinque romanzi attraverso cui si articola questo percorso hanno in comune una componente di suspense, di tensione e di mistero, pur senza essere libri “di genere”. Si potrebbe forse parlare di “gialli esistenziali” per queste storie. Ognuna a suo modo, infatti, vede la presenza di ragioni e verità nascoste che nel loro disvelamento deflagrano nella vita dei personaggi, orientandone il destino. Al centro vi può essere la tormentosa relazione fra due coniugi, una passione scabrosa che si trasforma in ossessione, l’oscura e inquietante presenza di un nemico sconosciuto, una scacchiera che diventa teatro di uno scontro all’ultimo sangue. E la soluzione è sempre una resa dei conti alla quale, per i personaggi come per il lettore, sottrarsi risulta impossibile.
I libri scelti per il percorso sono:
Il disprezzo non è tra i romanzi più noti di Alberto Moravia (1907-1990) che, però, in questa prova dimostra più che altrove doti di sensibilità e grande capacità introspettiva. Il protagonista, uno sceneggiatore, racconta in prima persona del rapporto con la propria moglie, che prima aveva considerato perfetto e nel quale ha visto poi insinuarsi dubbi, timori e inquietudini, fino a un doloroso e indecifrabile allontanamento. Ne sono testimoni e partecipi il regista e il produttore del film a cui il protagonista sta lavorando, la trasposizione cinematografica di un’opera classica. I dati affettivi si mescolano così a valori quali l’amor proprio, la dignità e l’orgoglio, oltre che a elementi di natura molto più concreta, a cominciare dal potere esercitato dal denaro sulla vita delle persone.
Carson McCullers (1917-1967), condannata a una vita tormentata a causa di gravi problemi di salute, pubblica il suo primo romanzo, Il cuore è un cacciatore solitario, a soli 23 anni, guadagnandosi subito un posto di rilievo fra le narratrici americane del ventesimo secolo. La storia vede quattro protagonisti (un vedovo gestore di un piccolo caffè, una ragazzina appassionata di musica, un agitatore politico alcolizzato e un medico nero) muoversi intorno a John Singer, un mite orologiaio sordomuto. E’ lui che, animato da una straordinaria pietas, vorrebbe farsi carico delle angosce di tutti e ne diventa il depositario, riuscendo a costruire un delicato equilibrio destinato però a non durare a lungo.
Giuseppe Pontiggia (1934-2003), scomparso pochi anni fa, ci ha lasciato più di un’opera importante, ma in questo romanzo raggiunge forse il massimo della sua presa narrativa. Protagonista de Il giocatore invisibile è un docente universitario che, giunto al culmine della carriera, si trova di colpo alle prese con un misterioso nemico che lo attacca su una rivista. Il professore cerca invano di scoprirne l’identità, cadendo in una spirale di ansia che si trasforma ben presto in un’autentica ossessione. Con dialoghi esemplari e con la consueta capacità di mettere in luce le viltà e le ipocrisie delle persone, Pontiggia conduce il proprio protagonista verso la consapevolezza che, per dirla con un verso di Claudio Lolli, “il nemico marcia con i piedi nelle nostre stesse scarpe”.
Follia, di Patrick McGrath (1950), ci introduce nella parte finale e più intensamente drammatica del percorso. Racconta infatti, con la voce narrante dello psichiatra di un manicomio criminale, della bruciante passione che ha avvinto la moglie di un altro psichiatra a un artista condannato per un efferato uxoricidio. La storia si dipana fra elementi di mistero e cupi fondali psichici in cui il procedimento analitico cerca invano di far luce. Al fondo di tutto c’è una verità nascosta che quando, al termine di un crescendo di tensione, verrà svelata, spiazzerà del tutto le ipotesi che il lettore è stato fin lì indotto a formulare
Un ebreo e un ufficiale nazista, opposti in tutto, hanno in comune l’essere entrambi maestri di scacchi. Ed è proprio la scacchiera a diventare il cuore della vicenda, fino a trasformarsi nel ring di uno scontro senza fine e senza esclusione di colpi, in cui i due faranno ricorso ad ogni possibile mezzo che permetta loro di sopraffarsi. Questa l’esemplare vicenda narrata da Paolo Maurensig (1943) con La variante di Lüneburg, romanzo avvincente per la trama, ma non meno per la scrittura asciutta e serrata, di cui l’autore tiene ben strette le redini dalla prima all’ultima pagina.
Calendario degli incontri:
- Biblioteca di Ala: 7 novembre 2011, 16 gennaio 2012
- Biblioteca di Cavedine: 10 novembre, 20 dicembre 2011, 20 gennaio, 23 febbraio 2012
- Biblioteca di Giovo: 9 novembre, 6 dicembre 2011, 10 gennaio, 7 febbraio, 21 marzo 2012
-Biblioteca di Tassullo: 23 gennaio
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Informazioni a cura dell'Ufficio per il Sistema bibliotecario Trentino