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| Leggere le identità. Il Gioco degli Specchi invita alla lettura. |
programma per Radio Trentino inBlu
di Silvia Camilotti e Maria Rosa Mura
conduce in studio Francesca Re
letture di Giuliana Germani e Bruno Vanzo
Il programma si dipana, di puntata in puntata, come percorso di letture sul tema dell'identità, offrendo una panoramica su alcuni testi letterari contemporanei che meglio ci possono far capire la complessità della nostra società attuale: tante lingue, culture, memorie e tradizioni diverse che si trovano a convivere nello stesso luogo, spesso nelle stesse famiglie e persone. Attraverso le differenti voci dei personaggi dei testi, si riuscirà a ricavare il senso concreto di una parola, “identità”, tanto importante quanto abusata e difficile da definire, soprattutto mal utilizzata per fini politici al punto da rivelarsi spesso pericolosa nel corso della storia.
Dal 21 settembre 2010 al 28 dicembre ogni martedì alle ore 21.00, con replica la domenica alle ore 10.00 e richiamo nello 'spazio libri' del giovedì mattina. È prevista anche la visione in streaming.
21 settembre 2010
Cos’è l’identità? Quali sono le origini di questa parola? Che cosa significa “avere” o “costruire” un’identità?
Colloquio telefonico con Roberta Bonetti, antropologa presso l'Università degli Studi di Bologna e consulente scientifico dell'associazione “Manialtrisguardi”.
28 settembre 2010
L'identità viene spesso collegata a un'etnia. Per motivi politici e di sopraffazione si costruisce il mito di un gruppo che si distingue da un altro per caratteristiche fisiche, lingua, religione o altro, senza tenere assolutamente conto delle continue mescolanze prodotte dalla storia dei popoli e delle persone.
Ivica Djikić, Cirkus Columbia. Rovereto, Zandonai, 2008
5 ottobre 2010
Leonardo Zanier prende in mano una pietra e la descrive nelle sue molteplici componenti e nella sua struttura per niente semplice, chiedendosi perchè per l'uomo si vuole invece semplificare tutto e definirlo con un'unica etichetta.
Leonardo Zanier, “Identitât - identità - Identität”, in Den Wasserspiegel schneiden - Sot il pêl da l'âga. Zurigo, Limmat, 2002
Leonardo Zanier, “Una semplice pietra di Faido”, in Punta secca. Balerna (Svizzera), Ulivo, 2003
12 ottobre 2010
Kym Ragusa, figlia di una afroamericana e con ascendenze italiane per via paterna, vive la difficoltà di superare le diffidenze reciproche dei due gruppi a cui contemporaneamente appartiene, facendo la spola avanti e indietro tra le sue due amate nonne.
Kym Ragusa, La pelle che ci separa. Roma, Nutrimenti, 2008
19 ottobre 2010
Il figlio di due immigrati africani, cresciuto ormai come italiano, è sconvolto dalla decisione dei genitori di rientrare nel loro Paese. Immagina di discuterne con loro e nel suo monologo immaginario passa dalle modalità espressive di un adolescente italiano a quelle totalmente diverse di un giovane africano.
Kossi Komla Ebri, “Identità trasversa”, in Vita e Sogni. Milano, Edizioni dell’arco, 2007
26 ottobre 2010
Nel suo romanzo M, Ron Kubati dedica molte pagine a interrogarsi su cosa succede all'individuo che nella migrazione abbandona un contesto e vive in bilico sulla multiappartenenza. Per costui la domanda fondamentale diventa non il “chi sei?”, ma il “chi cercherai di essere?”, il “chi sarai?”
Ron Kubati, M. Nardò (LE), Besa, 2002
2 novembre 2010
La lingua madre, e la cultura a essa collegata, indica per ogni individuo un'appartenenza forte anche quando la deve abbandonare e vivere la gran parte dei suoi giorni usandone altre.
Il protagonista ascolta le cassette in cui ha registrato la madre che racconta la sua vita. Emigrato in Canada, da due anni, non risentiva più la sua lingua.
David Albahari, L'esca. Rovereto, Zandonai, 2008
9 novembre 2010
Identità è memoria, personale e storica. Alcuni gruppi l'hanno mantenuta con particolare costanza: i sefarditi di Sarajevo, per esempio. Božidar Stanišić ne racconta le abitudini.
Božidar Stanišić, “Toledo”, da La chiave nella mano. Pasian di Prato (UD), Campanotto, 2008
16 novembre 2010
Il migrante tende a far riferimento a una cultura e a delle tradizioni come se restassero ferme nel tempo, vuole imporle ai suoi figli cresciuti nella nuova patria, le ricerca senza più trovarle quando rientra nel suo paese d'origine.
Laila Wadia, “Viaggio in India”, da Il burattinaio e altre storie extra italiane. Isernia, Iannone, 2004
23 novembre 2010
Elementi fondanti delle nostre abitudini culturali, in questo caso gastronomiche, provengono in realtà da altri ambienti spesso molto lontani e sono stati da noi accolti e reinterpretati. Il cibo come momento di incontro nostalgico.
Milton Fernandez, L'argonauta. Napoli, Traccediverse, 2006
Massimo Montanari, Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo. Roma-Bari, Laterza, 2009
30 novembre 2010
L'importanza del nome personale e i rischi psicologici degli immigrati, che perdono punti di riferimento, ruoli, appartenenze.
Christiana de Caldas Brito, “L'equilibrista”, in Qui e là. Isernia, Iannone, 2004
7 dicembre 2010
La ricerca della propria identità da parte del burattino, in una profonda rivisitazione della scrittrice slovacca; gli ostacoli che questo Pinocchio incontra sono dovuti alla sua non piena appartenenza né al mondo del bosco né a quello degli uomini.
Jarmila Oćkayovà, Occhio a Pinocchio. Isernia, Iannone, 2006
14 dicembre 2010
Una toccante vicenda umana di migrazione che allontana i membri della famiglia a causa dei rigori della legge. Genitori e figli, dopo molti sacrifici per entrare di diritto a far parte dell'America, restano divisi tra due mondi.
Anthony Turano, “Un padre immigrato”, da Figli di due mondi. Cava dei Tirreni, Avagliano, 2002.
21 dicembre 2010
I paradossi del sentirsi parte del Paese in cui si è nati, e la legge che richiede documenti di soggiorno a giovani che molto spesso non hanno mai messo piede fuori dall’Italia. Il tutto descritto con l’ironia tipica della scrittrice egiziano-congolese, cresciuta in Italia.
Ingy Mubiay Kakese, “Documenti, prego” e “Concorso”, da Flavia Capitani e Emanuela Coen (a cura di), Pecore nere. Roma-Bari, Laterza, 2005
28 dicembre 2010
Le difficoltà delle seconde generazioni: una adolescente dello Sri Lanka cresciuta a Roma, il suo mediare tra la famiglia e i modelli che la società esterna offre, nella faticosa ricerca di una personale identità.
Elisabetta Lodoli, Questo mare non è il mio mare.Una ragazza di Sri Lanka a Roma per scoprire il suo posto nel mondo. Milano, Fabbri, 2007
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